Mujeres

Nella giornata dell'8 marzo la mia testa era colma di voglia di cambiamento e di delusione. Una ricorrenza che dovrebbe far pensare tutti noi, uomini e donne, ai diritti ottenuti lottando negli anni e a cosa fare per riuscire ad avere la parità vera e propria, che invece dalla maggior parte delle persone viene ridotta ad una mimosa e una cena a prezzo fisso con le amiche.
Questi sentimenti mi hanno spinta verso la libreria in cerca di qualcosa in grado di soddisfare la mia voglia di rivoluzione e tra una sbirciatina qua e là mi casca l'occhio su questa copertina con volti di donne, prima di tutte Frida Kahlo, con sopra la scritta "Mujeres", lo apro e scopro che è una graphic novel. Lo prendo e scappo a casa a leggerlo.
"Mujeres" di Pino Cacucci e Stefano Delli Veneri è la storia delle donne che, mezzo secolo prima delle femministe europee, rivoluzionarono la storia e i diritti delle donne in Messico. La storia mi ha a dir poco illuminato, donne considerate scandalose come Nahui Olin, Frida Kahlo,Tina Modotti e Antonieta Rivas Mercado, meritano di vivere per sempre. Donne famose all'epoca per la loro bellezza e per come affrontavano la vita e che, grazie al loro modo di essere, hanno lasciato una traccia indelebile nella storia. La storia è ambientata negli anni '70 a Città del Messico, dove una ormai anziana Nahui Olin viene riconosciuta da un giovane poeta mentre vende delle sue vecchie foto da giovane. Da lì partono i racconti delle mujeres, le donne che negli anni '30 hanno forgiato il femminismo che conosciamo oggi. Sono racconti di ribellione, amori liberi, artisti e muse, ma anche di tradimenti, conflitti e gelosie. In un periodo come il nostro in cui sembra quasi di arretrare andando avanti, se le generazioni passate hanno lottato per ottenere qualche diritto a me sembra che quelle di ora considerino questi diritti scontati e dovuti. Quindi per rinfrescare un po' le menti consiglio vivamente questa graphic novel che racconta di donne ai più sconosciute come Elvia Carrillo Puerto, fondatrice nel 1912 della Liga Feministas e prima deputata al parlamento messicano, eletta nel 1923 quando le donne non potevano ancora votare (diritto acquisito anche grazie a lei nel 1953). Elvia lottò per il suffragio femminile nello Yucatan, zona ben diversa da Città del Messico dove le altre donne "svergognate" di quel tempo combattevano la loro battaglia per l'emancipazione. Invito uomini e donne a leggere questo libro per scoprire o ricordare le storie, i sacrifici e le lotte fatte da chi è venuta prima di noi e per non spegnere lo spirito femminista, poiché anche se siamo nel 2018 c'è ancora molto per cui lottare, senza scordare che il femminismo punta all'uguaglianza e non alla supremazia femminile, come qualcuno vuole fare credere.
Beatrice Oliva